animali abbandonati e bestie in vacanza

abbandono animali

Legge 20 luglio 2004, n.189

3. L’articolo 727 del codice penale è sostituito dal seguente:
“Art. 727. – (Abbandono di animali). – Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro.
Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze”.

di seguito un contributo dalla campagna di sensibilizzazione contro l’abbandono degli animali promossa dall’E.N.P.A. dalla quale è tratta anche la foto, leggete e meditate.

L’Ente nazionale protezione animali lancia la prima campagna contro l’abbandono degli animali di ogni specie.
Che bello il cagnetto col fiocco rosso in mezzo agli altri doni sotto l’albero di Natale! Ha lo sguardo un po’ smarrito, mentre il bimbo lo raccoglie e lo stringe a sé con gridolini di gioia. Ma il sorriso benevolo dei genitori, le coccole, i giochi, la pappa buona, le carezze morbide fanno presto a conquistarlo. Ed è amore, il suo. Di quello vero, che non chiede nulla ed è pronto a dare tutto. Perché lui è proprio come un essere umano: prova emozioni, sentimenti, piacere, dolore. Gli manca la parola, d’accordo, ma con quei suoi grandi occhi umidi ti fa capire quanto sei importante per lui. Osserva ogni tua mossa, muove le orecchie a ogni tuo passo, allarga le narici ad accogliere il tuo odore buono mentre ti avvicini. Basta un tuo cenno ed eccolo lì, scodinzolante ai tuoi piedi, felice della tua attenzione, pronto ad assorbire qualunque balenio di affetto. Sembra leggerti nella mente: è già sulla soglia quando solo pensi di portarlo a passeggio, si lecca i baffi mentre ti avvii in cucina per prendergli un bocconcino, tiene la testa bassa quando rientri arrabbiato. E se sei triste e hai il pianto nell’anima, lui si avvicina adagio e ti da una leccatina sulla mano. Difficile non contraccambiare un bene così grande.
Poi, la maledetta estate. La difficoltà di portarlo con sé, l’indolenza di cercare una soluzione (strutture vacanziere che accettano animali, dog sitter a casa, pensioni per i quattrozampe), l’aridità di un cuore avvezzo a considerare gli animali come oggetti. Ed eccolo lì, scaricato lungo il lucido nastro d’asfalto, sotto un sole impietoso, mentre le auto sfrecciano indifferenti. Annichilito, con lo sguardo perso, procede senza sosta alla ricerca della “sua” famiglia. Forse una mano pietosa si tenderà verso di lui, ma è molto più facile che muoia di stenti o sotto le ruote di un veicolo. In quest’ultimo frequente caso, spesso il mezzo sbanda con ulteriori disastrose conseguenze anche per gli umani: auto distrutte, feriti, morti.
Non esistendo significative analisi statistiche, è impossibile fornire dati precisi su questo squallido fenomeno; di certo, gli animali abbandonati ogni anno (e non solo d’estate!) sono centinaia di migliaia, appartenenti a un incredibile numero di specie: cani, gatti, conigli nani, uccelli, pesci, criceti, tartarughe, furetti, iguana, porcellini d’India, serpenti, persino asini, maialini e piccoli coccodrilli.
Per questo l’Enpa lancia oggi la prima grande campagna contro l’abbandono di ogni tipo di animali. E lo fa sapendo di poter contare sulla generosa disponibilità di uno stuolo di partner: Aiscat, Anas, Cciss viaggiare informati, compagnie petrolifere, Esselunga, oltre a centinaia di periodici, radio, televisioni. Nelle aree di ristoro di tutte le autostrade italiane saranno affisse le efficaci locandine ideate, come tutti gli altri mezzi della campagna, dall’agenzia pubblicitaria McCann-Erickson. Un cane dagli occhi disperatamente umidi, un gatto avvilito, un pesce attonito saranno i protagonisti solitari di altrettanti soggetti, tutti commentati dalla scritta “Gli manca la parola. Per tua fortuna”, seguita dalla precisazione “Ogni anno migliaia di animali vengono abbandonati. Se potessero parlare, avrebbero molto da dire”. Incalzeranno dalle pagine dei giornali e troneggeranno sulle locandine, con la ferma intenzione di sbattere l’anima in faccia a chi non ce l’ha: “Amati e ripudiati. Dopo la convivenza, i bei momenti passati insieme, dopo averli nutriti, fatti sentire a casa, migliaia di animali vengono lasciati senza nessun rimorso. La sola fortuna di chi abbandona gli animali e che loro non possono parlare. Ma gli uomini giudicano e la legge condanna: l’abbandono è un reato. Se non ti sei preoccupato per loro, adesso puoi cominciare a preoccuparti per te.”
Ma non basta: il profilo stilizzato di un musetto di animale, con la scritta “Amato e ripudiato”, ricorderà ai potenziali abbandonatori l’assurda contraddizione di un simile gesto; in formato adesivo, o attraverso i milioni di sacchetti della spesa Esselunga personalizzati, da riutilizzare più volte anche in altri luoghi per trasformarli in efficaci mezzi di sensibilizzazione.
E lo spot televisivo non mancherà di stupire. Immaginate un’aula di tribunale. L’imputato è un uomo sulla cinquantina, faccia supponente e menefreghista, affiancato dal suo avvocato, che gli fa cenno che tutto è sotto controllo e non c’è di che preoccuparsi. Tutti si alzano. Una voce annuncia l’ingresso della giuria. Si apre la porta, ma nessuno sembra entrare. L’inquadratura si abbassa mostrandoci una fila di cani, gatti, conigli, furetti ecc. che avanzano e prendono posto sulle panche della giuria. Primo piano sulle facce stravolte di imputato e avvocato. Una scritta commenta: “Chi abbandona gli animali ha una sola fortuna. Non può essere condannato da loro.”
Non ci resta che dare il massimo e crederci, nella speranza che tutti questi sforzi articolati possano davvero colorarsi di senso, facendo riflettere chi azzardatamene scorda valori autentici e duraturi come quello degli affetti sinceri e del poter convivere con la propria coscienza, vacanze a parte.

www.enpa.it

3 Risposte

  1. ti ho seguito fin qui dal forum, non sapevo di questo tuo blog e mi hai pure linkato, sono lusingatissima!
    allora ti linko anch’io….eh…

    posto qui perchè questa cosa che hai messo mi colpisce ed è pure in tema con l’ultimo post del mio blog….!

    bravissimo…

    ciao ciao e complimenti per il blog!!!

    Nika

  2. Mai titolo fu più azzeccato.

  3. Cani abbandonati
    Una vergognosa abitudine estiva
    La dimostrazione più lampante della cattiveria degli uomini riceve una conferma annuale quando, all’approssimarsi dell’estate, decine di migliaia di mascalzoni decidono di abbandonare il compagno fedele di tante giornate passate allegramente assieme sul bordo di una strada o in un triste canile, squallido ed affollato.
    In un pomeriggio di giugno o luglio, prima di partire per le vacanze, lo spietato padrone fa salire in macchina il cane e parte senza indugi. Fido, possiamo chiamarlo così, perché tutti i quattro zampe abbaianti sono fedeli ed affezionati, scodinzola felice ed è certo che vuoi ricambiare le tante attenzioni dimostrate, dal proteggere il tuo incerto territorio alle tante manifestazioni di amicizia, affetto e lealtà, portandolo al parco a giocare, a tirargli lontano una palla che lui ti porta premuroso indietro o a farlo correre contento tra piante e fiori. Invece tu lo stai conducendo in aperta campagna dove conti di abbandonarlo: fermi la macchina, ti accosti un attimo, lo fai scendere e poi sgommi via. Come il peggiore degli uomini, ma possiamo chiamarti così, certo non sei una bestia come il tuo cane sei molto peggio.
    Ci sono poi dei figuri dalla faccia tosta più della pietra, che si presentano ingenuamente ai canili e raccontano le bugie più strampalate:”Il medico ha detto che il bambino è allergico al pelo”,”Ci stiamo trasferendo in una casa più piccola e non c’è più posto per lui”,”Ha morso un estraneo ed abbiamo paura”, “Ho trovato questo cane per strada, è molto bello vorrei tenerlo, ma non posso, per cui ho pensato di portarlo da voi, invece di lasciarlo al suo destino” e si allontanano fischiettando, ma il cane impaurito comincia ad abbaiare disperato”; molti allungano il passo, altri sfrontati replicano.” In un attimo si stava già affezionando”.
    E tornando a casa pensano di aver risolto alla grande il problema, rammaricati solo di non poter sistemare così facilmente il nonno o la suocera prima di partire: l’ospizio non li ha voluti e ad abbandonarli per strada non se la sentono proprio.
    Achille della Ragione

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