Dopo l’episodio di Genova (uno timbra e sette escono prima), anche a Treviso sembra ripetersi la stessa scena (stavolta i timbrati fantasma sono solo cinque). Capisco che il licenziamento in tronco possa apparire “eccessivo” (in fondo stanno solo rubacchiando sull’orario di lavoro, in fondo gli amministratori fanno peggio, tengo famiglia, siamo italiani …) quello che in realtà mi lascia basito è la “linea di difesa” del sindacato:
«Questa inchiesta – dice Flavio Pavan, Fit Cisl dalle pagine del quotidiano di Treviso – nasce da una specie di onda emotiva nazionale che ha spinto anche Trenitalia a un controllo sulle timbrature dei cartellini. Ma, nel caso trevigiano, posso assicurare che si tratta di cinque lavoratori preparati e onesti. Una sanzione ci può stare, come la sospensione dal lavoro per una decina di giorni, ma il licenziamento sarebbe davvero troppo».
cioè: la colpa è di Trenitalia che si è messo in testa di controllare i cartellini dei dipendenti; d’altra parte il rispetto dell’orario di lavoro è un optional.
p.s. le colpe (le zecche, le pulci, le cimici, la zozzeria delle carrozze, gli stipendi d’oro, i treni che si spezzano …) del management di Trenitalia sono tante ed indecenti … ma il fatto che uno sia “ladro” non è un lasciapassare per tutti gli altri.
(dichiarazione Pavan ripresa da Corriere.it)
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