Quando la voglia di protagonismo ottenebra la mente. Sono bastate tre medaglie olimpiche vinte nel tiro a scatenare l’indignazione di animi sensibili pseudo pacifisti.
Se il problema fosse una disciplina che “richiama” conflitti diversi, combattuti con armi diverse o più semplicemente combattuti; allora bisognerebbe cancellare dal programma olimpico (oltre al tiro al piattello): il tiro in tutte le sue varianti anche quello con l’arco, la boxe, lo judo, la lotta, il lancio del giavellotto … e mi fermo solo a queste discipline che richiamano direttamente altre attività che poco a che fare hanno con amicizia e fratellanza. Questo sotto l’aspetto etico.
“sembra di essere in uno spot della Beretta” (uno dei tanti interventi contro le gare di tiro), l’opportunità di un palcoscenico planetario per una delle eccellenze italiane non mi sembra una iattura, sono certo che gli operai (i maestri) che lavorano nelle officine delle case produttrici degli eccellenti fucili italiani sono orgogliosi di vedere il frutto del loro lavoro; più in generale è indecente piegare a vantaggio delle proprie convinzioni (quest’ultime comunque legittime e condivisibili)ogni occasione pur di dare aria alle corde vocali.
p.s. dimenticavo il Biathlon, bisogna togliere anche quello dal programma olimpico invernale.