Colonialismi

Il 13 di agosto Otranto rende omaggio agli 800 martiri trucidati dalle soldataglie turche per non aver abiurato … certo di attirarmi gli strali dei “veri credenti” mi chiedo come mai gli 800 idruntini sono dei martiri morti per il loro credo ed al contrario i nativi dell’America meridionale dei “danni collaterali” se non addirittura degli “esseri inferiori” (descrizioni – un po’ grossier – di frati e preti al seguito dei conquistadores).
La conversione coatta dei mussulmani è forse tanto diversa dalla conversione forzosa imposta dai “Torquemada” di turno?
Per i salentini “mamma li turchi”, per gli indios guarany “mamma gli spagnoli”, cambiano le nazioni, cambiano le religioni … quello che non cambia sono i metodi!!!

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Zapping

Un interessante programma di Radio1 che ascolto con una certa regolarità, interessanti gli argomenti, di livello gli ospiti, gradevole da ascoltare con Forbice che modera in maniera più che corretta … una cosa proprio non mi riesce di sopportare: la supponenza snob di tal professor De Nardis, certo d’essere il depositario del sapere ammannisce pillole (indigeste) di saggezza certo di affascinare gli ascoltatori col suo eloquio forbito… evidentemente non ne subisco la fascinazione considerandolo un intollerante presuntuoso e supponente.

Razzismi

Razzismo i cori a Balotelli? Razzismo il discorso del presidente iraniano? Razzismo quello della Lega? E come vogliamo chiamare l’atteggiamento delle autorità maltesi che hanno negato l’attracco a quel mercantile che aveva raccolto e salvato 140 migranti?

Pasquette Alternative

Sempre alla ricerca di “alternative” al vasto e “classico” portfolio di offerte del Salento, un suggerimento per il giorno di pasquetta. Anche se il barometro (ed il Col. Laricchia) prevedono brutto tempo, l’Associazione Hula Hoop organizza la Pasquetta alternativa di Parco Gondar a Gallipoli.
Gli spazi per il picnic ci sono e sul palco, anzi: sui palchi ci sarà una teoria di nomi della musica italiana e straniera che si produrranno in un evento lungo più di 15 ore.
Fra gli altri voglio ricordare i Sud Sound System, Roy Paci, Cesko Arcuti degli Après la Classe, Boosta dei Subsonica, Andrea Mariano dei Negramaro, Villa Ada Sound, Boo Boo Vibration … e tanti altri.
Apertura alle 10,30; info ai numeri 392.7826002 e 327.8215783
buon divertimento 😉

Preferenze? Preferisco!

Si fa un gran parlare del deficit di democrazia dovuto alle “liste bloccate”, di quelle liste dove non è possibile esprimere il voto di preferenza al candidato, di quelle liste dove i nove decimi degli eletti conoscono già prima delle elezioni la loro sorte. Si invocano a gran voce quelle preferenze che furono cancellate con un plebiscitario referendum una quindicina di anni addietro; si invocano quelle stesse preferenze che (appena) tre lustri fa furono identificate come la cancrena che avvelenava il sistema politico italiano.
Un deficit di rappresentatività esiste, negarlo sarebbe dannoso prima ancora che inutile ma, come è d’uso nel sistema politico italiano, le soluzioni proposte sono peggiori del male.
La “preferenza” (al pari delle “primarie”) non è la panacea democratica se si pretende di asservirla a bassi interessi di bottega. Le “primarie” hanno vissuto una breve stagione nel campo del centrosinistra, la straordinaria (quanto inaspettata -a Roma -) vittoria di Nichi Vendola (poi confermata nelle elezioni regionali) contro il “candidato romano” è stato uno dei pochi esempi riusciti di “primarie vere”; altre primarie, con milionate di preferenze gazebine, sono state una pagliacciata sapientemente organizzata dal vertice con (anche) la semplice scelta di alcuni candidati … di non candidarsi per non correre il rischio che un “caso puglia” dovesse ripetersi con inimmaginabili conseguenze sui delicatissimi equilibri geopolitici delle segreterie\salotti romane.
Reintrodurre la preferenza unica in un listone da 40 candidati per una circoscrizione oceanica, sarebbe (praticamente) come non esprimere la preferenza, servirebbe solo a pesare il “potere” dei singoli signorotti locali.
Se la vocazione è veramente quella maggioritaria, basta rimpicciolire le circoscrizioni (diciamo da 5-10 eletti, meglio 5), dare la possibilità di esprimere “una” preferenza, imporre una soglia di sbarramento che impedisca la frammentazione ma che nel contempo salvaguardi la rappresentatività di realtà locali … e gli elettori (molto meno parco buoi di quanto si immagini) sapranno fare il resto. Se il candidato calato da Roma verrà (come credo) vissuto come un corpo estraneo, l’elettore preferirà il carneade locale; la prima esperienza sarebbe con ogni probabilità un bagno di sangue di nomi noti ma, diversamente, non ci sarà mai un “ricambio” degno di tale nome, mai un collegamento diretto fra eletto e territorio, mai la sensazione\percezione di avere un “delegato” che ci rappresenta, un eletto che ha un volto ed un luogo dove possiamo rivolgerci per esprimere le nostre necessità, le nostre esigenze.

Elogio del SUV

In tempi di crisi è salutare rifugiarsi nella calda e accogliente sicurezza che un SUV offre, vale più di un conto in banca, più di un buon lavoro, più …peccato che nel pianeggiante ed asfaltatissimo Salento non ci si spieghi dove diavolo si possa andare con un SUV?!
Ma nei centri storici è ovvio, per buona misura meglio farlo di domenica, in pieno struscio!

A te, ignoto automobilista maldestro che confidando nella tua pretesa abilità da consumato pilota di formula uno, hai provato a sfrecciare col tuo suv in quella strettoia (che si chiama strettoia, giova ricordarlo, perché è stretta) tranciando di netto lo specchietto retrovisore laterale della mia auto in sosta senza nemmeno farti sfiorare dall’ipotesi di lasciarmi un bigliettino con le tue generalità, acciocché io potessi contattarti al fine di essere congruamente risarcito per il danno economico da te
cagionatomi; a te che hai disperso in un mare di schegge i ricordi di cui quello specchietto costituiva un fiero simbolo, i primi timidi sorpassi, le prime carovane di amici a pasquetta l’ultimo ritocco alla pettinatura prima dei primi appuntamenti galanti; a te che mentre il tuo pleonastico parafango speronava inesorabilmente quella piccola protuberanza della mia auto, avrai percepito soltanto un lieve rumorino soverchiato dalle mediocri percussioni della canzone di Povia che dai virili altoparlanti dell’autoradio provvedevano a maciullare i Miseri resti del tuo cervello, già duramente provato dalla consuetudine alla cocaina e da estenuanti sedute di scommesse sul calcio; a te che non leggerai mai questa colonnina, perché inserita nella pagina della cultura (lemma a te sconosciuto) di un giornale peraltro poco incline ad ospitare foto porno, reportage sulle carriere televisive degli ex partecipanti al Grande Fratello e inchieste sulle relazioni extra matrimoniali dei rampolli di dinastie reali; a te avrei voluto dedicare una raffinata orazione, giocata su un pedagogico equilibrio tra bastone e carota, propedeutica a un tuo progressivo recupero verso un accettabile grado di civiltà. Ma Purtroppo ho esaurito lo spazio concessomi. Dunque, mio malgrado, opterò per un banale, sintetico ma intramontabile vaffanculo.
(Giovanni Sasso – Corriere del Mezzogiorno – 22 marzo 2009)