il mare d’inverno … diciamo d’autunno

otranto aliminipensatela come volete, d’estate sarà anche più briosa e popolata … ma io la preferisco così (anche perché, con la risacca giusta, si pesca bene)  😉

(Otranto- Alimini ottobre 2009)

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annata nera

Per il Salento votato al turismo questo 2009 non nasce sotto i migliori auspici; dopo il disastroso crollo di Castro marina, i danni alle spiagge causati dalle mareggiate dei giorni scorsi. Di seguito un articolo dal sito de “La Gazzetta del Mezzogiorno”

Salento, il mare “ingoia” i lidi, spiagge in via d’estinzione
LECCE – Il mare ha cancellato almeno quattro stabilimenti balnaeri lungo l’Adriatico. Ieri, a cadere sotto la forza delle onde gonfiate dallo scirocco, è stato il Lido Ponticello, la struttura più a Nord di San Cataldo; tre giorni addietro, sono stati letteralmente ingoiati il Buenaventura ed il Lido “Ai confini di Rammstein”, a Sud della stessa marina, proprio davanti all’oasi delle Cesine, nel territorio di Vernole. Ma anche Otranto si lecca le ferite e lancia un grido d’allarme: non ci sono più spiagge agli Alimini ed uno dei numerosi Lidi è andato distrutto.

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foto:www.lagazzettadelmezzogiorno.it

Su questa emergenza il sindaco Luciano Cariddi ha programmato, per questa sera alle 17, nel Castello, un confronto con gli operatori balneari ed i tecnici del settore. C’è forte preoccupazione per quanto sta accadendo sull’arenile adriatico. I timori vanno oltre la cancellazione delle spiagge e la distruzione degli stabilimenti, di pari passo con il moto ondoso.

«Attualmente, i danni procuratori sono ingenti sia al patrimonio naturale e ambientale sia agli imprenditori – spiega il sindaco di Vernole Mario Mangione – Ma intendiamo scongiurare situazioni ancor più gravi che potrebbero sopraggiungere, con ripercussioni sull’intero territorio». Mangione spiega che le continue mareggiate di Scirocco hanno eroso tutta la fascia sabbiosa (per oltre quaranta metri di profondità) davanti alle Cesine, così che l’acqua, ora, arriva sin sotto le dune.
«Le dune sono, ora, l’unica barriera tra il mare e l’entroterra – evidenzia Mangione – C’è da capire se e quanto potrà resistere la fascia dunale e, dunque, se ci potranno essere conseguenze per il territorio, con l’infiltrazione di acqua salata nella falda dell’acqua dolce».

Il sindaco di Vernole, venerdì scorso, aveva incontrato gli operatori balneari danneggiati, alcuni rappresentanti della categoria ed esperti della materia. «Stiamo predisponendo la relazione di quanto accaduto sinora – fa sapere ancora Mangione – Dopo di che chiederemo l’intervento delle autorità preposte per salvaguardare l’ambiente e la popolazione».

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Quanto alle marine leccesi, c’è da dire che proprio nei prossimi giorni sarà pronto lo studio per la variante al progetto di ripascimento dell’arenile, che consentirà di non perdere i circa cinque milioni di euro di fondi Por (la metà dei quali è già stata utilizzata per la realizzazione di prime opere di difesa dall’erosione).

L’assessore ai Lavori pubblici Severo Martini conferma che, grazie ad una proroga di sei mesi alla scadenza già fissata per il 31 dicembre scorso, sarà possibile non perdere il prezioso finanziamento. Ma gli operatori balneari, non potevano restare in silenzio. Mauro Della Valle, presidente di Club Turismo Salento, ritiene che «le recenti mareggiate abbiano fatto emergere l’impreparazione istituzionale e l’inesistente progettualità per la realizzazione di opere di ingegneria marina a protezione della fascia costiera ricadente nella provincia di Lecce».
mareggiata nel Salento
In particolare, per Della Valle, «l’amministrazione provinciale, da sempre indifferente alla più volte annunciata avanzata dell’erosione costiera, ha delle dirette responsabilità per la salvaguardia e la tutela del prezioso patrimonio ambientale. La stessa legge regionale 17 del 2006 ha dato come immediato effetto solo quello di terrorizzare l’imprenditoria balneare attraverso l’imposizione di diktat, cui ottemperare, pena la decadenza dei diritti concessori. Nella stessa legge – considera Della Valle – le tante buone intenzioni a tutela della fascia costiera, pur sensibilizzando i settori dell’Ambiente e quello dei Lavori pubblici, devono ancora emergere con chiarezza».

Il Club Turismo Salento, che vede insieme settanta imprenditori balneari, lancia l’allarme e sollecita un immediato intervento visto l’avvicinarsi della stagione balneare. «Altrimenti – conclude Della Valle con amarezza – all’Assessorato provinciale al Turismo, alla prossima Bit di Milano, non resta che distribuire le foto di quel che resta della nostra meravigliosa costa salentina».

EMANUELA TOMMASI

9/2/2009