Medagliere Personale

Medaglia d’Oro

per Alex Schwarzer, un italiano di lingua tedesca che festeggia una vittoria olimpica, con il tricolore e cantando l’Inno …
alla faccia di mille stupide polemiche fra alto atesini, sud tirolesi, idioti dell’est e cretini dell’ovest.

Medaglia d’Argento

a Clemente Russo, il cui pianto dopo la sconfitta nel match di finale non può che fargli onore. Menzione Speciale: è stato uno dei pochi atleti italiani (insieme alla Granbassi!!!) a parlare di Tibet e diritti umani; bravo due volte.

Medaglia di Bronzo

a Margherita Granbassi, in questo caso la motivazione, oltre che per i meriti sportivi … riguarda i gusti assolutamente personali dello scrivente 😆

(foto Corriere.it – AP e Liverani)

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Citius, Altius, Fortius

ho resistito per due settimane, ci ho provato con tutte le mie forze, ho messo il cane a guardia del PC, mi sono legato all’albero di maestra come Ulisse, mi sono detto e ripetuto che sarebbe stato scontato, pacifico, pacchiano, ovvio, ripetitivo … ma, alla fine, quando credevo d’avercela fatta …

ci sono cascato anch’io 😆

Fair Play

per manifesta superiorità vince il Premio Fair Play Pechino 2008:

Cuba

motivazione: per non aver posto alcuno ostacolo al ricongiungimento fra madre (morente) e figlia (denazionalizzata); per aver inoltre dimostrato d’aver acquisito nel proprio DNA l’essenza dello spirito olimpico (vedi aggressione all’arbitro nel taekwondo).
Menzione speciale all’atleta svedese per aver rifiutato (gettato via) la medaglia di bronzo vinta nella lotta.

Darwinismo Olimpico

Grazie ai successi giamaicani nell’atletica, ci si è trovati di fronte a quello che potrebbe esser definito un “elogio dello schiavismo”. Come è noto, all’epoca, solo ai “migliori” era concesso riprodursi (in pratica i padroni selezionavano ed incrociavano gli schiavi con lo stesso criterio usato oggi negli allevamenti). Nelle interminabili ed inutilmente prolisse trasmissioni di commento alle giornate olimpiche è venuto fuori che la Giamaica, ma anche il Dream Team di basket e la stessa squadra di atletica americana devono ringraziare gli schiavisti per aver selezionato i migliori elementi fra gli schiavi deportati.

Pur essendo tristemente vero, non mi sembra “elegantissimo” parlarne in questi termini … ma in qualche maniera bisogna pur riempire i buchi della programmazione e giustificare i lauti gettoni presenza elargiti da mamma RAI.

Effetti Collaterali

Comunque la si pensi, comunque vada a finire (tanto ormai mancano tre giorni), un effetto la RAI (e le Olimpiadi) lo hanno avuto: mi rifiuterò di vedere “Terapia d’Urgenza”, già non impazzisco per quel genere di produzione italiana, l’aver visto il promo ad ogni stacco pubblicitario durante le gare … me lo ha fatto odiare, odiare visceralmente!

Cittadinanze Ballerine

Scrivere di cittadinanze ballerine quando a Pechino abbiamo mandato molte mogli “extracomunitarie” non è molto elegante, ma voglio illudermi che tutte le naturalizzazioni italiane siano come quelle di Fiona May (quella di Diego Romero, il velista argentino neo medaglia di bronzo, è più difficile da giustificare).
Sono macroscopici i casi delle gare del fondo e mezzofondo dove, a fronte di una partecipazione “cosmopolita” a livello di “bandiere”, si scopre che tutti (o quasi) gli atleti hanno natali in Kenia e dintorni.
Capisco la globalizzazione, capisco l’emanciparsi da luoghi d’origine meno fortunati, capisco la voglia dell’Emiro del Bahrein di vedere la sua bandiera sventolare sul pennone più alto … capisco meno il C.I.O. che concede questi cambi di nazionalità con tanta larghezza di manica.

Idiozie Olimpiche

Quando la voglia di protagonismo ottenebra la mente. Sono bastate tre medaglie olimpiche vinte nel tiro a scatenare l’indignazione di animi sensibili pseudo pacifisti.
Se il problema fosse una disciplina che “richiama” conflitti diversi, combattuti con armi diverse o più semplicemente combattuti; allora bisognerebbe cancellare dal programma olimpico (oltre al tiro al piattello): il tiro in tutte le sue varianti anche quello con l’arco, la boxe, lo judo, la lotta, il lancio del giavellotto … e mi fermo solo a queste discipline che richiamano direttamente altre attività che poco a che fare hanno con amicizia e fratellanza. Questo sotto l’aspetto etico.
“sembra di essere in uno spot della Beretta” (uno dei tanti interventi contro le gare di tiro), l’opportunità di un palcoscenico planetario per una delle eccellenze italiane non mi sembra una iattura, sono certo che gli operai (i maestri) che lavorano nelle officine delle case produttrici degli eccellenti fucili italiani sono orgogliosi di vedere il frutto del loro lavoro; più in generale è indecente piegare a vantaggio delle proprie convinzioni (quest’ultime comunque legittime e condivisibili)ogni occasione pur di dare aria alle corde vocali.

p.s. dimenticavo il Biathlon, bisogna togliere anche quello dal programma olimpico invernale.