Umani?


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Questa foto non sta testimoniare l’ennesimo sversamento in mare di rifiuti tossici; non si tratta di inquinamento e non si tratta nemmeno del’invasione di meduse o alghe rosse … quel “rosso” che si vede è il sangue di centinaia di “Balene Pilota” (conosciute anche come globicefali) che ogni anno vengono massacrate nelle baie delle Fær Øer. Non so se questa mattanza ha una valenza 9commerciale, se si richiama ad antiche tradizioni dei popoli indigeni o a quale diavolo di altra motivazione ci si possa inventare per  “giustificare” questo scempio.

Se riteniamo “naturale” questo comportamento, come possiamo permetterci il lusso di “criticare” un rotweiler quando sbrana il suo padrone (che probabilmente lo ha addestrato ad essere aggressivo); da quale scranno possiamo “criticare” uno squalo quando azzanna un surfista scambiandolo per una foca; quando un orso marsicano fa visita all’ovile o al pollaio. Ben venga l’invasione delle alghe tossiche, delle meduse che disturbano le vacanze degli uomini. Gaia vendicati di questi bipedi 5para-senzienti che ti stuprano mille volte al secondo e quelli che non ti usano violenza … fanno corona ai criminali per vedere quello che succede.

di seguito l’articolo pubblicato su Corriere.it da cui sono tratte le foto di questo post.

Ogni anno nell’arcipelago danese a sud l’Islanda si svolge una mattanza senza regole La strage delle balene nelle Fær Øer
Sono centinaia i cetacei uccisi. Greenpeace: «Non è un’attività di sostentamento per le popolazioni locali»

La caccia alle “balene pilota”, nelle isole Fær Øer , arcipelago danese a sud dell’Islanda, ha modalità tutte sue. Non si inseguono i cetacei in mare aperto: li si aspettano a terra, quando si avvicinano alle coste in cerca di cibo, li si circondano, e inizia così una vera e propria mattanza a colpi di ascia e uncini. E’ una tradizione che va avanti, ogni anno, sicuramente dal 1709 anche se le prime testimonianze documentate risalgono alla fine del ‘500. L’uccisione di questi cetacei avviene in un territorio che si trova sotto la giurisdizione della Danimarca, ma queste isole di fatto godono di ampia autonomia, soprattutto se tratta di questioni legate all’ambiente e alla pesca.

LE BALENE PILOTA – Le balene-pilota, note anche come globicefali o deflini-balena, raggiungono la lunghezza di 5-7 metri e possono raggiungere un peso di oltre due tonnellate. Si muovono in branchi numerosi, composti per lo più da femmine adulte con i propri piccoli, e vivono mediamente 50 anni e sono animali molto socievoli. Questi pacifici delfini abitano tutti i mari del mondo, eccetto che nelle acque troppo fredde dei poli.

LA DENUNCIA – «L’orribile macellazione annuale di migliaia di balene pilota indifese ogni anno nelle isole Fær Øer – ha denunciato la Sea Shepherd Conservation Society – è altrettanto crudele come la macellazione del delfino effettuata dai giapponesi nelle Taiji. Si vedono le baie tinte di rosso del sangue e si sentono le urla delle balene pilota ferite mortalmente. E’ uno spettacolo mostruoso ed è una oscenità abbracciata completamente dal governo danese e da molta gente danese». Secondo Alessandro Giannì, responsabile della campagna mare di Greenpeace, «questo tipo di caccia non rientra certo nelle dimensioni di attività finalizzata al sostentamento della popolazione locale. Spesso si usa questa motivazione, come è già accaduto nell’arcipelago Norvegese delle isole Lofoten, ma quando poi si va a controllare si verifica che i numeri e il giro d’affari smentiscono totalmente questa versione».

Stefano Rodi

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