fluttuazioni valutarie

in un periodo di crisi tutto può succedere, anche delle svalutazioni fulminanti; incassi già iperbolici si trasformano in incassi “galattici” … può essere anche che chi scrive gli articoli non abbia la più pallida idea di cosa si stia parlando o (peggio ancora) che usi qualche traduttore online per scopiazzare articoli pescati in rete. Il tutto nasce da questo articolo apparso su Corriere.itChe il film di Cameron stia incassando cifre da paura è noto, che stia surclassando i record di Titanic anche … ma trasformare milioni in miliardi è decisamente eccessivo.

non tutti gli squali vengono per nuocere

questo post è TUTTO per Paola … altrimenti come fa a dire che ho la fissa per gli squali 😛

squalonemoda Corriere.it

Lo squalo che sorride. Come in «Nemo»
L’incredibile scatto di un esperto sub: il predatore ritratto nella stessa espressione del Bruto del film della Pixar
MILANO – Nell’indimenticabile film d’animazione «Alla ricerca di Nemo», lo squalaccio terribile Bruce (Bruto) sorrideva con fare minaccioso dalla locandina. Un sub è riuscito ora a catturare una sequenza quasi identica a quella vista sul grande schermo.

INCONTRO RAVVICINATO – L’incredibile scatto è opera di Amos Nachoum, un 59enne esperto dei fondali marini e guida di coraggiosi sub che vogliono vedere da vicino le grosse creature dei mari. L’incontro ravvicinato con il predatore di oltre 4 metri di lunghezza è avvenuto nelle acque vicino alla costa messicana di Guadalupe.

«MAI IN PERICOLO» – La foto ricorda Bruto nel film del 2003 della Pixar/Disney, lo squalo bianco con i suoi 202 denti che fa riunioni di autocoscienza per convincersi che gli altri pesci sono amici e non cibo. Anche se basta l’odore del sangue per farne uscire, ad un certo punto, la sua vera natura. Il sub ha spiegato ai media britannici che «in nessun momento si è sentito in pericolo» e che «questi squali non sono creature così feroci, il pericolo è spesso nelle nostre teste».

E. B.
03 novembre 2009 (corriere.it  http://www.corriere.it/animali/09_novembre_03/squalo-che-sorride-come-in-nemo_8e685e4e-c87c-11de-b35b-00144f02aabc.shtml )

Leggende Metropolitane

La Rassegna delle storie inverosimili sul quotidiano inglese Indipendent

Le leggende metropolitane che non muoiono mai

Coccodrilli nelle fogne segnalati già nel 1930. Poi trapianti di organi nel sonno e autostop a fantasmi

MILANO – Sono storie insolite e curiose che affascinano i creduloni fino all’autoipnosi. Passano di bocca in bocca, di generazione in generazione e proprio perché sono infarcite di dettagli, acquistano legittimità e presto diventano “storie vere”. Sono le leggende metropolitane a cui l’Independent di Londra dedica un ampio servizio precisando che la maggior parte delle persone che le tramandano, spesso, non sono in malafede. Non è difficile riconoscere le leggende metropolitane: chi le narra non è mai il protagonista delle vicende, le storie hanno spesso diverse versioni e di solito iniziano con l’incipit: “Un amico mi ha raccontato che…” Continua a leggere

Miniromanzi

Prosegue il “Festival del Romanzo in poche righe”, iniziativa di Antonio d’Orrico sul Magazine del Corrriere della Sera, eccovi due nuove nomination:

Carlo Comerio, avvocato milanese candida per il Festival del miniromanzo una storiella (tratta da Una luce inattesa di Jason Elliot). Eccola:
Il discepolo di un famoso sufi vede aggirarsi La Morte tra le bancarelle del bazar di Baghdad: terrorizzato fugge a Samarcanda. La Morte chiede al sufi notizie su quel suo discepolo. «Immagino sia da qualche parte del bazar», dice il sufi. «Strano » risponde pensosa La Morte, controllando la sua lista di nomi: «Qui c’è scritto che devo andare a prenderlo la settimana prossima a Samarcanda».

Vittorio Bubola, Cologno Monzese, propone come miniromanzo «per quel senso d’inquietudine e ineluttabilità che ricordo ancora mi suscitò quando lo lessi al liceo (quasi trent’anni fa)» l’inizio della Metamorfosi:
Una mattina Gregor Samsa destandosi da sogni inquieti si trovò mutato in un insetto mostruoso.

Miniromanzi

Riporto un’iniziativa che Antonio D’Orrico ha lanciato dalle pagine della sezione “Libri” del Magazine (CdS): il Festival del romanzo in poche righe.

Al momento sono stati segnalati questi:

Andrea Vitali (Terra):

– La terra per il giardino di casa arrivò con un primo camion. Il bambino ci andò a giocare. Ci fece un buco grande. Pensò ad una caverna. Ci entrò. Il secondo camion arrivò di lì a poco.

Thomas Bailey Aldrich (Sola con la sua anima):

– Una donna sta seduta sola in casa. Sa che nel mondo non c’è più nessuno: tutti gli altri esseri umani sono morti. Bussano alla porta.

Truman Capote:

– Cosa ti fa più paura? Rospi veri in giardini immaginari.

Ernest Hemigway (ambientato durante la crisi del ’29, attualissimo!):

– Baby shoes never worn for sale.

Le vacche tedesche inquinano come i Suv

Produrre un chilo di carne bovina con metodologie intensive (le più usate) equivale, in termini di emissioni, a un viaggio di 70,6 chilometri in utilitaria. Ancora peggio se il chilo di carne è prodotto con metodologia biologica: l’equivalenza è di 113,4 chilometri. Un chilo di formaggio emette quanto un’auto che viaggia per 71,4 chilometri.

la battutaccia sui filtri antiparticolato la faccio rimanere nella tastiera, ma non posso sottacere lo stupore nello scoprire che una produzione “bio” risulti più inquinante di quella normale e\o intensiva. L’intero articolo (con dovizia di dati e riferimenti) lo trovate nel link a seguire, buona lettura.

Le vacche tedesche inquinano come i Suv – Corriere della Sera.

Capitalismi volanti

Colaninno, Benetton, Passera; tre nomi a caso, tre nomi che difficilmente si possono accostare a Berlusconi o al centrodestra. Non sono addentro alle segrete cose per poter dare un giudizio sulla bontà e congruità della soluzione adottata per Alitalia,  posso solo pensare che se lo sbarramento ad Air France è stato voluto per incoffessabile brama di soldi e potere … a beneficiarne non sono stati imprenditori “amici”.

Di seguito un’intervista di Roberto Colaninno ripresa da Corriere.it, spiega molto bene la situazione, buona lettura

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