schiuma in mare

Blinkyda qualche giono (lo scirocco concomitante non può essere solo una coincidenza) le cristalline acque salentine sono  meno cristalline del solito, una strana mucillagine ed una ancor più strana schiuma fanno corona alle nostre coste. Mentre ci si chiede se la colpa è dei depuratori che non depurano, dei violenti acquazzoni delle scorse settimane (che avranno riversato a mare quantità industriali di schifezze varie), delle navi che all’altezza del Capo di Leuca rifanno il look a cisterne e sentine … fra turisti ed autoctoni inizia a serpeggiare il timore di vedere sottocosta qualche parente del simpatico pescetto tri occhiuto dei Simpson. Mentre aspettiamo una provvidenziale tramontana (a naso direi che fra stanotte e domani ne parte una “interessante”) che “pulisca” tutto quanto, ci consoliamo con un tempo capriccioso che, indipendentemente dalla pulizia delle acque, non invita a fare il bagno.

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Obiezioni nucleari

antefatto
tempo fa, passando per un paesino nei dintorni, trovai la circonvallazione bloccata da un gruppo di dimostranti fieramente uniti nella lotta contro un gestore di telefonia mobile intenzionato ad installare un ripetitore. Era un gruppo eterogeneo, giovani e vecchi, disoccupati e fancazzisti, mamme permanentate e disperate alla ricerca del principe azzurro … cosa avevano in comune? Mentre sventolavano lenzuola del corredo della nonna irrimediabilmente segnate da improbabili slogan vergati con lo spray erano tutti impegnati in animate e compiaciute telefonate al cellulare.

Nell’ipotesi (più che probabile) di manifestazioni oceaniche contro l’erigenda centrale salentina sarà ben difficile vedere i manifestanti trafficare col personale reattore di terza generazione … sarebbe però interessante andare nelle loro case e verificare quanta energia sprecano. Con una stima a spanne, probabilmente gli stessi manifestanti che non vogliono la centrale nucleare ed esaltano le energie alternative, non vogliono che un parco eolico deturpi il panorama visibile dalla finestra del salotto, non vogliono l’impianto solare perché deturpa le splendide campagne salentine, non vogliono il rigassificatore perché è pericoloso, non vogliono gli impianti di bio-stabilizzazione perché puzzano, non vogliono i termo valorizzatori perché inquinano … non vogliono un sacco di cose, a casa loro, ma sprecano e spandono allegramente energia prodotta in casa d’altri. Posto che è uno spreco indicibile tenere accesa la TV per guardare Maria De Filippi (in tutte le sue declinazioni), perché questa sensibilità ambientale non si traduce (per esempio) con l’andare a prendere i figli da scuola evitando di prendere l’auto se si abita a poche centinaia di metri? Evitando di prendere l’auto quando per cercar parcheggio si fa dieci volte la strada percorsa a piedi? Perché metter la lavatrice a 180° quando i moderni detersivi funzionano egregiamente già a 40? Perché considerare le comodità un diritto e non aver la voglia di pagarne i costi? Non un ritorno al medio evo ma un sano risparmio energetico, non sciocche e disinformate manifestazioni ma assennate assunzioni di responsabilità. Iniziamo col risparmiare in casa nostra, poi avremo il diritto (e la credibilità!!!) di dire qualche “No”.

Incentivi ecologici

Lo studio non è nuovo (devo averne scritto in qualche post precedente) ma, probabilmente grazie ai nuovi incentivi varati dal Governo, torna di stringente attualità. Mi chiedo se i prossimi incentivi ecologici possano prevedere la “rottamazione” anche delle mucche. Di seguito un articolo da Corriere.it

Nelle emissioni dei gas serra il bestiame incide per il 18%, i trasporti per il 14:
Le mucche? Meno «verdi» del traffico
Rapporto Fao: gli allevamenti inquinano di più delle auto di tutto il mondo

Strano ma vero: inquina di più allevare mucche che guidare automobili. Lo dice un rapporto della Fao (l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) e lo sostiene con la certezza dei numeri: il settore dell’allevamento di bestiame (bovini, maiali, pecore, piccoli ruminanti e volatili) produce più gas serra rispetto al sistema mondiale dei trasporti (il 18% contro il 14%), inserendosi tra i principali responsabili del riscaldamento globale del pianeta.

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Le vacche tedesche inquinano come i Suv

Produrre un chilo di carne bovina con metodologie intensive (le più usate) equivale, in termini di emissioni, a un viaggio di 70,6 chilometri in utilitaria. Ancora peggio se il chilo di carne è prodotto con metodologia biologica: l’equivalenza è di 113,4 chilometri. Un chilo di formaggio emette quanto un’auto che viaggia per 71,4 chilometri.

la battutaccia sui filtri antiparticolato la faccio rimanere nella tastiera, ma non posso sottacere lo stupore nello scoprire che una produzione “bio” risulti più inquinante di quella normale e\o intensiva. L’intero articolo (con dovizia di dati e riferimenti) lo trovate nel link a seguire, buona lettura.

Le vacche tedesche inquinano come i Suv – Corriere della Sera.

da qui non ne usciamo (vivi)

Uno studio dell’Università di Calgary (pubblicato su Current Biology) ci dice che gli impianti eolici sono dei veri e propri killer per i pipistrelli; un altro studio (non ricordo la fonte, prendetelo per buono) diceva che per la costruzione di una nuova autovettura (di quelle a bassa emissione) si immettono nell’atmosfera tanti inquinanti quanti un vecchio catorcio non riuscirà ad immettere in 30 anni …
prima o poi (temo abbastanza prima) Gea si darà una scrollatina e si libererà di un bel po’ di questi parassiti bipedi e pseudosenzienti.