In difesa di George Dàbliu

spulciando in vecchi file, ho ritrovato questa “appassionata” difesa dell’ormai quasi ex Presidente Bush; la posto oggi quale epitaffio del doppio mandato che (nei fatti) si conclude domani. L’incipit risente dei giorni in cui è stata scritta (agosto, durante le olimpiadi) ma mantiene ancora la sua “freschezza”. Ovviamente ad essere messo in discussione non è il giudizio generale su una delle peggiori e sfortunate presidenze americane, ma ….

Sarà l’estate, sarà il caldo, sarà l’insofferenza ai luoghi comuni, sarà che ne ho piene le palle dell’imperante conformismo ipocrita, sarà che sui “fantastici” presidenti democratici la penso diversamente, sarà ….
Iniziamo col dire che sto apprezzando il vituperato George Dabliù, senza grandi proclami, ma molto concretamente, non sta lasciando passare giorno senza dare una stilettata alla Cina richiamandola ad un maggior rispetto dei diritti umani (quanti altri politici democratici e progressisti lo stanno facendo?).
Ovviamente Guantanamo pesa come un macigno … ma non vedo sui media la stessa attenzione dedicata alla Cecenia, al Dafur, alla Bimania. Questa “disparità” di trattamento qualche cosa dovrà pur significare. Una nazione civile e democratica come Cuba che non permette ad una esule (un’atleta, non una pericolosa controrivoluzionaria) di essere vicina alla madre morente? Guantanamo è molto peggio.
La Russia massacra ceceni e georgiani per avere il completo controllo delle vie del petrolio? Ma Guantanamo è molto peggio.
La Cina massacra gli inermi tibetani? Ma Guantanamo è molto peggio.
La Cina copre il Sudan ed il genocidio in Darfur? Ma Guantanamo è molto peggio.
George Dabliù si è macchiato dell’Iraq (btw: nel mese di luglio ci sono state più “morti bianche” in Italia che Soldati della Coalizione morti in Iraq), di cosa si è macchiato GWB? D’aver liberato il mondo da colui che gasava interi villaggi curdi? D’aver scatenato una guerra? … dimentichiamo che il tanto osannato predecessore (quello che umidificava i sigari in maniera “naturale”) ha, in più occasioni, lanciato sull’Iraq sciami di missili Tomahawk? I morti causati da quei missili non hanno lo stesso valore delle altre morti? Quanti civili iracheni sono morti per mano del baffone di Bagdad, quanti innocenti sarebbero morti negli ultimi anni? Quanti altri Quwait ci sarebbero stati? Tralasciamo il marginale particolare di libere e democratiche elezioni regolarmente svolte. Ma Guantanamo è un macigno che pesa sulla presidenza Bush. Strano come Bush sarà ricordato per la guerra in Iraq mentre è difficile ricordare chi per primo ha iniziato a mandare truppe in Vietnam; chi ha iniziato escalation (Lyndon Johnson ha “continuato” … ma non è stato lui ad “iniziare”).
George Dabliù sarà ricordato per Guantanamo e per Abu Grahib; in fondo c’è una logica in questo, Fidel viene ricordato per essere il paladino della libertà antimperialista … e quel che più fa impressione e che c’è anche chi ci crede sul serio.

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non l’avessi mai scritto

nemmeno faccio in tempo a postare sul (probabile) futuro Presidente degli USA … che immediatamente un sondaggio mi smentisce clamorosamente (da un +12% di vantaggio ad un più preoccupante +5%).

Non vorrei essere io quello che porta sfiga ….

Elezioni

Tutti i sondaggi danno Barak Obama largamente vincente (fossi un cittadino USA con ogni probabilità voterei per lui), fatte salve improbabili sorprese da un macchinoso meccanismo di elezione, saluto con favore il primo Presidente di colore degli USA, saluto con favore il ritorno dei Democratici alla guida del Paese (otto anni al governo … per un partito bastano e avanzano).
Ma non posso fare a meno di ricordare che il più famoso Presidente liberal degli ultimi anni è quello che ha “dato inizio” al Vietnam, quello che ci ha portato più vicino di tutti alla terza guerra mondiale (i missili a Cuba). Speriamo bene.

Endorsement

come cambiano i tempi, fino a poco tempo fa Colin Powel era il complice di George Dabliù (quello che all’ONU agitava la provetta con quella inquietante polverina bianca); dopo l’endorsement a Barak Obama … una fine mente conservatrice che appoggia il candidato progressista.

Onomatopeismi ed enigmistica

quando la settimana enigmistica entra a piedi uniti nella politica americana

cambio di vocale

Obama – Osama

zeppa (tre lettere)

Biden – Bi(n la)den