fisiognomica elettorale

senza parole 😛

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Mancino, Palamara, Di Pietro … dove siete?!

Schermatala dichiarazione dell’Onorevole Casson ha fatto il giro di tutte le agenzie stampa e di tutti i giornali, io ho preferito riprenderla dal sito del PD (così non si può dare la colpa alla stampa nemica) … e ne traggo una riflessione, anzi due o tre

L’onorevole Casson (e sottolineo l’Onorevole) ha tutto il diritto di esprimere il suo giudizio sui magistrati romani (giudizio che condivido abbastanza largamente), meno diritto di usare quel plurale maiestatis che starebbe a significare che a parlare non è l’Onorevole ma il Giudice Casson  e parla facendosi portavoce di una parte della magistratura (sia essa veneta, del nord est o di tutto il nord); così fosse si evidenzierebbe una volta di più l’aspetto “corporativo” di una certa magistratura italiana … ma non è di questo che voglio parlare, mi chiedo dove siano le vestali del decoro e dell’indipendenza della magistratura; come mai il Vice Presidente Mancino non ha convocato immediatamente un plenum del CSM per approvare immediatamente un documento a tutela dei magistrati romani? come mai il segretario dell’ANM Palamara, che proclama uno sciopero sull’idea di un disegno di legge, non batte ciglio sulle pesantissime insinuazioni dell’Onorevole Casson? come mai l’Onorevole Di Pietro sempre pronto a scendere in piazza, a gonfiare le vene del collo (nel miglior stile Pappalardo)  a difesa dei suoi ex colleghi dalle “sconce invettive” di Silvio Berlusconi non ha nemmeno rilasciato una dichiarazione,  una nota, una velina?

Ueee ragazzi svegliaaa!!! Casson ha detto che i giudici del tribunale di Roma (se va bene) sono disordinati e non sanno fare il loro mestiere oppure (se va male) che sono corrivi e/o corrotti. Se la magistratura deve esser difesa, va difesa SEMPRE, non solo quando a criticarla è chi non ci piace; se lo fate a corrente alternata … anche i più gonzi scoprono il gioco 😉

giù la maschera

Schermatache risulti simpatico o antipatico, pericoloso o salvifico … quello che mi riesce impossibile da sopportare è l’ipocrisia; fino a ieri tutto ruotava intorno al “Lodo Alfano”, oggi il Commissario Manetta getta la maschera e la tanto decantata difesa della democrazia mostra il suo vero volto: della democrazia non me ne frega nulla, quello che voglio è fare il culo a Berlusconi.

Sia chiaro che voler fare opposizione durissima è cosa più che legittima (in certi casi la ritengo doverosa) quello che non va è l’ipocrisia, il doppiopesismo … lo sparar minchiate pur d’avere una comparsata in prima pagina. Il tanto vituperato “lodo Alfano” aveva come effetto la sterilizzazione delle azioni legali contro le prime quattro cariche dello Stato, la legge ad personam avrebbe consentito a Silvietto di governare fino a fine mandato (questa legislatura, magari anche per la prossima) … il giorno dopo le elezioni i processi sarebbero cominciati da zero, senza patemi riguardo alla prescrizione, con tutto il tempo per preparare arringhe e strategie processuali. Sapete quale effetto avrà la bocciatura del “Lodo”? Succederà che grazie ad una legge “non ad personam” il Premier chiederà il rinvio delle udienze per “legittimo impedimento”… fra quanto si prescriveranno i reati per cui si intende processare Berlusconi??!

(screenshot da Corriere.it)

Promesse da marinaio

Il magistrato cui fu impedito di svolgere il suo lavoro (così ebbe a dire di se stesso) in occasione della campagna elettorale per le europee (fra le altre geremiadi) disse: “la mia è una scelta irreversibile, non tornerò in magistratura” … ad elezione avvenuta ha pensato bene (invece di dimettersi) di chiedere l’aspettativa. Una persona seria, una persona che crede realmente in quello che fa, uno che crede realmente nelle sue scelte, demagistrissi sarebbe dimesso prima ancora d’essere eletto, il Dr. De Magistris invece rinnega quel che disse; alle sue tanto perentorie e sprezzanti dichiarazioni in campagna elettorale, risponde con un “ i tempi delle mie dimissioni non me li farò indicare o dettare da nessuno, se non dalla mia coscienza“. Pur di mascherare una promessa non mantenuta, si arriva a tirare in ballo affetti giovanili e problemi di coscienza, varrebbe la pena Dr. De Magistris di ricordarle che è stato lei stesso a promettere di dimettersi, nessuno la obbligò, se oggi ha dei dubbi … non dica che sono altri che le impongono di dimettersi e non tiri in ballo complessi freudiani per giustificare una promessa non mantenuta.

delirio d’onnipotenza

d'alemaComprendiamo l’espressione spaventata dell’Onorevole Massimo D’Alema, la comprendiamo e la condividiamo se è riferita a Beppe Grillo ed alla sua idea di democrazia. Questa idea di democrazia secondo la quale è la cosa più naturale di questo mondo il comandare in casa d’altri, non solo non avendo nemmeno bussato alla porta ma, addirittura dopo averne dette di tutti i colori. Se Grillo è convinto d’avere un seguito degno di tale nome … si faccia il suo bravo partitino ad personam, se lo voteranno potrà contare anche lui su sontuosi rimborsi elettorali che andranno a rimpinguare le sue NON esangui casse.

Acciderbolina, dimenticavo un particolare, Grillo Giuseppe non può candidarsi, un “pregiudicato” (secondo quanto propugnano lui ed il suo sodale Di Pietro Antonio) non può candidarsi; quale Stato, quale indecente morale permette ad un pregiudicato di candidarsi a qualsivoglia carica istituzionale?

Il passo successivo, nel fare strame della Democrazia, è l’addurre criteri selettivi nella tipologia dei reati commessi, introducendo un personalissimo “Lodo Alfano” che, proteggendo le loro aulentissime terga, diventa un baluardo della democrazia …. ad personam. Una democrazia troppo simile a quel capitalismo dei salotti buoni dove le azioni si pesavano e non si contavano. Una democrazia dove un omicidio colposo è un incidente di persorso; dove il mio condono tombale è più etico di quello di un altro; dove mercedes e prestiti sono la norma …

ma vedete d’andarvene affanculo, ipocriti.

The Persuaders

grillo-dipietro

Ve li ricordate Tony Curtis e Roger Moore in “attenti a quei due”? … diciamo che la “coppia” si è ricomposta e che a dover stare mooolto attenti sono i notabili del Partito Democratico (non che tutti gli altri possano dormire sonni tranquilli … aveva ragione chi paventava un serio rischio per la democrazia 😦 )

Inopportuno

Lo specchiato ed immacolato fustigatore del malaffare italiano si scaglia contro due Giudici della Corte Costituzionale rei d’aver partecipato ad una cena (peraltro organizzata da e nella casa di uno dei due) che li vedeva seduti allo stesso tavolo con (fra gli altri) Silvio Berlusconi e Angelino Alfano.
All’ex sostituto procuratore di “mani pulite” ha indirettamente risposto il Giudice Mazzella (colui che ha organizzato la cena):

«Caro Presidente, caro Silvio,
ti scrivo una lettera aperta perché cominciando seriamente a dubitare del fatto che le pratiche dell’Ovra (la polizia segreta fascista, ndr) siano definitivamente cessate con la caduta del fascismo, non voglio cadere nel tranello di essere accusato, da parte di chi necessariamente ne ignorerà il contenuto, di averti inviato una missiva “carbonara e piduista”, secondo il colorito linguaggio di un parlamentare. Ritenevo in buona fede di essere un uomo libero in un Paese ancora libero e di avere il diritto ‘”umano” di invitare a casa mia un amico di vecchia data quale tu sei.

Ho sempre intrattenuto con te rapporti di grande civiltà e di reciproca e rispettosa stima. Vederti in compagnia di persone a me altrettanto care e conversare tutti assieme in tranquilla amicizia non mi era sembrato un misfatto. A casa mia, come tu sai per vecchia consuetudine, la cena è sempre curata da una domestica fidata (e basta!). Non vi sono cioè possibili ‘”spioni”, come li avrebbe definiti Totò. Chi abbia potuto raccontare un fantasioso contenuto delle nostre conversazioni a tavola inventandosi tutto di sana pianta resta un mistero che i grandi inquisitori del nostro Paese dovrebbero approfondire prima di lanciare accuse e anatemi. La libertà di cronaca è una cosa, la licenza di raccontare frottole ad ignari lettori è ben altra! Soprattutto quando il fine non è proprio nobile.

Caro Silvio, a parte il fatto che non era quella la prima volta che venivi a casa mia e che non sarà certo l’ultima fino al momento in cui un nuovo totalitarismo malauguratamente dovesse privarci delle nostre libertà personali, mi sembra doveroso dirti per correttezza che la prassi delle cene con persone di riguardo in casa di persone perbene non è stata certo inaugurata da me ma ha lunga data nella storia civile del nostro Paese. Molti miei attuali ed emeriti colleghi della Corte Costituzionale hanno sempre ricevuto nelle loro case, come è giusto che sia, alte personalità dello Stato e potrei fartene un elenco chilometrico.

Caro presidente, l’amore per la libertà e la fiducia nella intelligenza e nella grande civiltà degli italiani che entrambi nutriamo ci consente di guardare alla barbarie di cui siamo fatti oggetto in questi giorni con sereno distacco. L’Italia continuerà ad essere, ne sono sicuro, il Paese civile in cui una persona perbene potrà invitare alla sua tavola un amico stimato. Con questa fiducia, un caro saluto».

Inizio a pensare che la nostra democrazia sia davvero a rischio, che magari i talebani non sono solo quelli che combattiamo in Afganistan, che “questi” son molto peggio di Ahmadinejad e Khamenei messi assieme.

p.s. a proposito del Lodo Alfano … ma gli europarlamentari (tutti settecento e dispari) non hanno anche loro qualche forma di immunità? Ed allora che cazzo stanno a ripetere che in nessuna nazione democratica esiste uno “scudo” a protezione delle prime quattro cariche dello stato?! (n’è vero massimino?!)

p.p.s. Sempre a proposito di “inopportunità”, non è forse stata parimenti inopportuna tutta la storia di un funzionario del ministero dei trasporti che (quando Di Pietro ne era Ministro) ha intessuto cordiali (e non meglio specificati) rapporti con il rampollo dipietrino … ricavandone un precipitoso (e salvifico?) trasferimento di sede e funzioni? Mai come in questo caso vole la pena di ricordare a se stessi l’opportunità di verificare lo stato delle foreste pluviali nei propri occhi prima di sindacare sulle altrui falegnamerie.