regimi e rivoluzioni

In case of the arrest of any of the Green movement’s leaders, take to the streets in Tehran: Enghelab to Azadi. Tell everyone.


quando la democrazia è (veramente) soffocata da un regime, tutti abbiamo il dovere di intervenire a sostegno dei rivoluzionari; questo blog sostiene gli studenti iraniani e la loro lotta per la libertà.

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senza parole

Neda

Tiananmen Teheran

TEHERAN (IRAN) - SCONTRI PER LE STRADE

UPI/EMMEVI – TEHERAN (IRAN) – SCONTRI PER LE STRADE – PROTESTA DELL OPPOSIZIONE PER I PRESUNTI BROGLI ALLE RECENTI ELEZIONI – TEHERAN (IRAN) – SCONTRI PER LE STRADE – PROTESTA DELL OPPOSIZIONE PER I PRESUNTI BROGLI ALLE RECENTI ELEZIONI – Fotografo: EMMEVI

Elezioni (e risultati)

TURKEY-IRAN-POLITICS-DEMONSTRATION

Equazioni

Il presidente uscente Mahmoud Ahmadinejad esce vincitore già al primo turno delle elezioni presidenziali iraniane e spazza via le speranze dei moderati che puntavano su Mir Hossein Mousavi. Per il ministero dell’Interno iraniano non ci sono dubbi: nel corso di una votazione con affluenza record (oltre l’85% di partecipazione), le presidenziali sono state vinte nettamente dal presidente in carica con il 62,6% dei consensi. Ma il suo principale avversario di dubbi ne ha, e neppure pochi: Mousavi, dato a poco più del 33,7%, denuncia irregolarità nelle operazioni di scrutinio e promette che il popolo «non si piegherà a chi prende il potere con gli imbrogli». Molto più indietro nei risultati l’ex comandante dei Pasdaran, Mohsen Rezai, con il 2 per cento e ancora più staccato l’ex presidente della Camera (Majlis) Mehdi Karroubi con meno dello 0,9 per cento. Secondo la Commissione Elettorale presso il ministero dell’Interno il presidente uscente ha raccolto 19.761.433 voti mentre l’ex premier ne ha ottenuti 9.541.056.
Corriere.it

piccolo esercizio logico/matematico

Ahmadinejad ritiene che Israele debba scomparire dalle carte geografiche;
Ahmadinejad sostiene il programma nucleare iraniano (in questo ambito che sia o meno “solo” civile non è importante);
Ahmadinejad vince (brogli o non brogli questo è il risultato) le elezioni
Ahmadinejad … prima o poi qualcuno riterrà opportuno “fermare” la proliferazione nucleare (ed anche quella verbale)
in quel malaugurato caso … non si venga a piangere per i poveri innocenti iraniani “vittime” di una politica estera che usa la forza e non la diplomazia; avessero mandato a casa quel figuro, saremmo stati TUTTI grati e più tranquilli (stesso identico discorso per Nord Corea)

Pistacchi Nucleari

La notizia: Tensioni diplomatiche fra U.S.A. e Israele a proposito dell’embargo all’Iran. Triangolando l’acquisto via Turchia per aggirare l’embargo, Israele acquisterebbe ingenti quantità di pistacchi dall’Iran. Israele importa ogni anno pistacchi per 20 milioni di dollari (solo il 5% di provenienza statunitense!).

Riflessione: se il medio oriente non fosse il medio oriente, questa notizia andrebbe derubricata a “guerra commerciale”, pertanto riportata in mezzo trafiletto nelle pagine economiche; purtroppo non è così (ma la tregua fra Hamas e Israele fa ben sperare) ed anche una notizia frivola come questa lascia intendere quanto complicate (e per certi versi oscure) siano le relazioni fra i paesi di quell’area. Ma guardiamo al lato positivo delle cose, vorrà dire che quando Ahmadinejad parla di distruzione dello stato ebraico di certo non si riferisce al programma nucleare dell’Iran … si riferisce senza dubbio alla distruzione per indigestione di pistacchi.